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La Margotta (Parte prima)
di M. Boccadoro

Stavo rinvasando il mio olmo (bonsai) dopo averlo abbandonato a se stesso per molti anni (buon per lui).
Mi sono accorto che aveva perduto la sua linea, prendo le cesoie per togliere l’apice troppo sviluppato, quando mi sono ricordato di aver fatto il “Corso di giardinaggio”.
Non essendo nei paraggi nessun professore (G. R.) decido di fare una (piccola) margotta nel punto dove avrei dovuto asportare la parte in eccedenza.
Preparo il materiale occorrente: coltello da innesti, sfagno, ormone radicante in polvere, pennellino e foglio di alluminio (quello da cucina).
Mi dispiace di non aver pensato di fare le foto durante le fasi di lavorazione. Con il coltello ho inciso la corteccia lungo tutto il perimetro del ramo, poi ho fatto un'altra incisione circa 4 mm sotto all’altra (senza toccare il cambio, vero prof).



Con il pennellino ho cercato di far aderire il più possibile l’ormone radicante in polvere, spruzzando prima la parte con acqua, sotto il taglio (corteccia) superiore dove dovrebbero formarsi nuove radici.
Strizzato lo sfagno dopo averlo bagnato abbondantemente ho avvolgo la margotta con un foglio di alluminio, lo trovo molto efficace, in quanto è facile da mettere, non occorre nessun legaccio , si può ispezionare la parte facilmente, per vedere se ha radicato, nel caso si rompesse si può aggiungerne un altro pezzo e per di più protegge dal calore del sole.

        

Per quanto riguarda lo sfagno, se non si trova si può sostituire con torba, c’è addirittura chi mette solo terriccio, il problema sta nel bagnare, con una siringa, più frequentemente.
Nel caso di successo vi farò sapere, altrimenti abbiate un po’ di comprensione.


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