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La Margotta (Parte terza)
di M. Boccadoro

Vi ricordate la margotta dell’olmo che facemmo qualche mese fa, dopo aver prodotto le prime radici, la nuova piantina non c’è l’ha fatta a vivere da sola e si è ricongiunta alla madre (vedere l'articolo "La Margotta" parte seconda).

LA SEPARAZIONE
Ora vediamo insieme se questa volta siamo riusciti a farcela.
Togliamo la carta argentata e con un bastoncino di legno scalziamo lo sfagno facendo in modo di non rompere le nuove radici ( se ci sono !!!).



Evviva !!!, ora con le cesoie separiamo il nuovo nato dalla madre facendo il taglio sotto all’attacco delle radici. Ogni tanto, spruzziamo con acqua la parte fogliare. Per un buon radicamento teniamo le radici immerse nell’acqua usando alcune gocce di “radicante liquido”.



IL TRAPIANTO
Prepariamo la dimora per il nuovo arrivato, abbiamo trovato un bel vasetto di coccio di 15 cm di diametro (vecchie abitudini). Avendo la piantina poche radici, perciò poca presa nel terreno, per darle stabilità applicheremo una tecnica che si usa nei bonsai. Attraverso il buco del vasetto inseriremo del filo rigido (va bene anche quello elettrico),che poi attorciglieremo attorno al fusto della piantina , che al successivo rinvaso verrà tolto. Le immagini sono più eloquenti di qualsiasi parola.



Il composto che mettiamo nel vasetto è fatto di parti di humus, terriccio prodotto da lombrichi, torba passata, lapillo, akadama (pomice giapponese) e polvere radicante. Non dimentichiamo di coprire la parte tagliata delle piantina con mastice cicratizzante. Mettiamo il composto nel vasetto e con un bastoncino di legno cerchiamo di comprimerlo per non lasciare aria vicino alle radici. Immergiamo il vaso nella vaschetta dove c’è il radicante liquido usato precedentemente e lasciamo che il liquido venga assorbito dal composto, nebulizziamo con acqua ogni tanto la pianta.



E LA MADRE?
A questo punto dobbiamo rifare il nuovo apice dell’olmo. A suo tempo nel momento di scegliere il punto dove fare la margotta, ci siamo preoccupati di avere a disposizione il ramo che sarebbe diventato il nuovo apice. Tagliamo a filo la parte del ramo troncato rimasto sull’olmo. Anche su questo taglio mettiamoci del mastice cicatrizzante. Infine con il filo per bonsai modelleremo il nuovo apice per dare il giusto aspetto al bonsai.






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