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DIFESA DELLE PIANTE CON METODI BIOLOGICI
Ugo Laneri

Martedì 28 maggio 2019, ore 16-17.30, Via dei Serpenti 35

(Contributo per la lezione: € 15; gratis per gli iscritti al Corso di Giardinaggio Ass-Agir)

Questa è la lezione conclusiva del Corso di Giardinaggio iniziato il 12 febbraio, condotto dal Dott. G. Rossi e Agrot. R. Pavia, con seminari del Dott. G. Messina sulla Coltivazione degli agrumi, del Dott. H.-H. Koopmann sull’Ecologia ed animali utili in giardino, della Prof.ssa C. Benocci su Celebri dame giardiniere in Europa dal XVI al XIX secolo. Inoltre, vi è stata un’esercitazione di potatura delle Rose e visita guidata al Roseto di Roma condotte dall’Agrot. A.Santelli; la visita al Giardino di Valleranello dell’Arch. M. Del Bufalo; un’esercitazione di potatura ed innesti di fruttiferi ed olivo da parte dell’Agrot. R. Pavia; un’altra esercitazione di potature ed innesti avverrà il 22 giugno, presso il Giardino dei Frutti Perduti a Roma (verrà mandata la locandina).

Appunti sulla lezione

- Si parte dalle norme dell’Agricoltura Biologica e principali obiettivi perseguiti. Si evidenziano però alcune sue criticità, e principalmente una minore produttività dovuta a perdita di piante e prodotti. Il giardino “biologico” si può ispirare all’agricoltura biologica, ma si deve orientare ancor più verso la creazione di un habitat in equilibrio ecologico: bisogna aiutare la Natura conoscendone i meccanismi, indirizzandola verso un equilibrio che non potrà essere duraturo, ma sempre sotto controllo.

- Tanto meno interventi chimici (ed anche fisici) di disturbo verranno effettuati, tanto più la Natura sarà in equilibrio o potrà intervenire per riportarlo.

- Se, disgraziatamente, vi fosse un attacco di parassiti (talvolta di nuova importazione), è nostro dovere attuare misure di controllo; in emergenza, quando si è fatto tutto il possibile in via naturale, anche l’agricoltura biologica consente delle deroghe, cioè il ricorso a sostanze chimiche di sintesi, purché a impatto limitato; non si può di fatto allevare i parassiti, come avverrebbe senza interventi.

- Uno dei concetti chiave per affrontare l’impianto di un giardino ecologico è la variabilità ai suoi vari livelli: grande biodiversità di piante ed animali. Assenza di fonti di inquinamento. Inoltre, ricchezza di sostanza organica e adeguato apporto di acqua in funzione delle specie presenti. Si dà per scontato che le piante per essere in buono stato fisiologico debbano essere scelte in maniera adeguata ai parametri pedo-climatici del posto, situate in modo da ricevere i giusti apporti di luce, aria, nutrienti, in funzione delle loro necessità e ovviamente allevate correttamente.

- Studi recenti sul rapporto tra i vegetali ed il regno animale, ed in particolare tra piante ed artropodi (ma non solo), hanno evidenziato che molte piante, purché in uno stato fisiologico normale, se attaccate da un parassita, sintetizzano sostanze che in parte tendono ad aumentare le loro difese (trasmesse anche alle vicine), ed altre che vengono emesse come segnali chimici (sinomoni) per attrarre i predatori/parassitoidi del parassita. Siamo ancora lontani da applicazioni generalizzate, ma ci sono esempi in tal senso. Una strategia pratica quindi è quella di immettere piante che attirano maggiormente i parassiti (es. Ortica, Rumex…) e quindi i loro antagonisti ed altre che respingono i primi (es. Aglio, Tagete, Lamiacee).

- La lotta biologica si basa sull’utilizzo di organismi antagonisti (predatori, parassitoidi, microrganismi: “i nemici dei miei nemici sono miei amici”) e, secondariamente, di sostanze naturali a basso impatto ambientale/sanitario il più possibile specifiche verso i parassiti in oggetto. Tra gli attrattori artificiali, le lastre collose cromotrope possono essere un aiuto; ancor più, ove possibile, l’uso di trappole a cattura attivate con esche attrattive o ancor meglio l’uso di trappole a feromoni.

- Vengono quindi affrontate alcune fitopatie (marciumi radicali) e parassitosi (da Afidi, Cocciniglie, Aleurocanthus, Piralide del bosso, Bega del geranio, Oziorrinco, Acari) più comuni ed i loro metodi di lotta biologica.
26/5/19 -