01
Apr

Stella di Natale

Domanda: Carissimo dottor Laneri, le chiedo cortesemente quale trattamento devo seguire per aiutare la stella di Natale a vivere più a lungo possibile? In questo periodo sto notando che sta perdendo i fiori rossi più grandi. E’ normale? La pianta è collocata dietro la finestra dell’ufficio protetta da una veneziana e giace in un sottovaso con argilla espansa che viene bagnata all’occorrenza fino a coprirla d’acqua. E guisto così?. Nel ringraziarla per l’attenzione la saluto cordialmente.

Postata da: Di Renzo Vincenzo
Risposta di: Dott. Ugo Laneri

Purtroppo non riesco a vedere le foto. Quella che noi chiamiamo Stella di Natale o Poinsettia è una perenne specie originaria del Messico, dove cresce a temperature non inferiori a 14°C e raggiunge anche i 4 m di altezza; il nome botanico è Euphorbia pulcherrima. Come tutte le Euforbie contiene del latice irritante, che sembra più dannoso a cani e gatti. I fiori sono piccoli ed insignificanti, ma l’infiorescenza è spettacolare per la presenza circostante di foglie modificate dette brattee, di colore rosso. I produttori di nuove varietà hanno creato piante con le brattee rosa, bianche, verdi, bordate, ecc. ed hanno anche modificato la struttura della pianta. Nel coltivarla, tale specie subisce diversi trattamenti artificiali, in serra riscaldata. La propagazione viene effettuata per talea, poi la pianta viene trattata con ormoni nanizzanti, per mantenerla di taglia bassa. Infine viene forzata a fiorire al momento giusto creando una notte artificiale di 15-16 ore con teli oscuranti, o semplicemente non illuminando da ottobre le serre; è infatti una pianta fotoperiodica brevidiurna. Di giorno però la luce deve essere molto elevata. Detto questo, è evidente che le piante, portate in casa, vadano incontro a dei veri shock, che si manifestano con la perdita delle foglie e brattee. Qui la luce infatti solitamente è insufficiente, soprattutto in rapporto alla temperatura in seguito al riscaldamento invernale (le piante invece sono abituate a vivere con un rapporto diretto tra luce e temperatura: se è più caldo, ci deve essere anche più luce); altro fattore di stress è la bassa umidità, sempre dovuta ai termosifoni (peggio ancora se si riscalda con aria calda o con calore dal pavimento); assolutamente da evitare sono le correnti di aria fredda e le eccessive irrigazioni. Bisogna quindi cercare di adattare la pianta ai nostri microclimi interni, dandogli il massimo della luce diurna (vicino a una finestra rivolta a Sud), annaffiando solo quando il terreno è asciutto, cercando di aumentare l’umidità con recipienti contenenti acqua posati sopra i termosifoni, ed eventualmente -se l’aria è veramente secca – intorno alla pianta con un sottovaso con ghiaia o argilla espansa mantenuta umida, senza che l’acqua sfiori il fondo del vaso. Quando la pianta è sfiorita è normale che le brattee si secchino e cada qualche foglia; allora si consiglia di potarla lasciando 10-15 cm di vegetazione (mettere cenere o polvere di carbone sui tagli) e diminuendo molto le annaffiature: la pianta va in riposo. Quando riprende a vegetare verso aprile-maggio la pianta va portata all’esterno, in luogo luminoso ma non al sole diretto ed andrebbe rinvasata in un vaso leggermente più grande, con terriccio torboso; se il terriccio non è concimato (e comunque dopo un paio di mesi) è opportuno fertilizzarla ogni 2-3 settimane, fino a tutto settembre, con concimi ricchi di potassio e fosforo. Se la pianta è cresciuta molto si consiglia una potatura verso agosto, ma non oltre, in modo da lasciare 3-5 steli principali. Si riporta in casa a settembre in ambiente luminoso, con annaffiature rade. Da metà ottobre-inizio di novembre per farla rifiorire si mette per 15-16 ore al buio, eventualmente coprendola dalla sera alla mattina con un sacchetto nero. Talvolta la pianta è compromessa già al momento dell’acquisto per colpi d’aria o marciumi radicali (chiedendo il permesso, bisognerebbe esaminare le radici, svasando un attimo la pianta). Parassiti e malattie andrebbero prevenuti coltivando correttamente le piante (luce e temperatura adeguate, vegetazione non troppo fitta). Macchie sulle foglie o brattee sono dovute a funghi per eccessiva umidità ambientale o ristagni radicali. Eventuali cocciniglie o afidi si possono combattere con sistemi naturali che ho già indicato altrove (rimozione con alcol al 50%, eliminazione con soluzioni saponose). 

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