27
Mar

Dieffenbachia

Domanda: Gentilissimi Esperti, mia cognata mi ha inviato alcune foto della dieffenbachia (credo) che ha ereditato circa dieci anni fa da mia suocera. La pianta deve avere almeno trentanni di vita ed è cresciuta a dismisura. La pianta originaria ha perso le foglie basali, si è allungata per oltre 2 metri e ha poi sviluppato delle foglie su in cima. Mia cognata è molto legata alla pianta, che le ricorda la sua mamma. Si chiede se è possibile potarla, quali possibilità di sopravvivenza alla potatura avrebbe la pianta e, eventualmente, a che altezza andrebbe effettuato il taglio. Potreste aiutarci? Un caro saluto. Laura Della Sala 

Postata da: Laura Della Sala
Risposta di: Dott. Ugo Laneri

(Non si vede la foto, ma la descrizione è chiara) Anzitutto complimenti per questa annosa pianta. Si tratta di una Dieffenbachia amoena, forse cultivar (varietà coltivata e propagata per talea) ‘Tropic’. La potatura della Dieffenbachia si può fare molto facilmente, meglio all’inizio della primavera; bisogna evitare di toccare la pianta in questa occasione, perché il suo latice è molto irritante*, in particolare per le mucose (bocca, occhi ecc.), quindi mettere i guanti. Si pota il fusto a circa 15 cm dalla base e con la parte tagliata si possono fare molte talee: porzioni di circa 10 cm o comunque con almeno un nodo, lasciando lo stesso orientamento iniziale, possono essere messe a radicare in terriccio soffice (torba-sabbia o sola torba o sola sabbia o torba e perlite..) mantenuto umido, nello stesso ambiente in cui vive la pianta, a 20-25°C; dopo forse 1 mese, si dovrebbero sviluppare radici e nuovi getti con foglie, da far crescere in terriccio universale torboso. Con la parte terminale, che ha le foglie con una porzione di fusto di 15-20 cm, si può fare anche una talea come sopra, oppure metterla a radicare in acqua. La porzione di fusto lasciata con le proprie radici, dopo un po’ ugualmente dovrebbe emettere uno o più nuovi getti. (Lo stesso procedimento si può fare con altre piante come il Trochetto della felicità, cioè Dracaena, Cordyline…) *Molte altre piante della famiglia Aracee (Philodendron, Pothos, Calla = Zantedeschia ecc.) hanno latice più o meno irritante; Dieffenbachia seguine si dice che sia stata usata in passato dagli schiavisti per poter frustare gli schiavi senza che urlassero: la pianta provocava la paralisi di tutta la gola, comprese le corde vocali. Dieffenbachia è un genere di piante di zone caldo umide sud americane, dedicato a J. F. Dieffenbach, giardiniere a Schönbrun. Le cultivar usate per la coltivazione in casa soffrono quindi sotto i 10°C; vogliono una buona luce, annaffiature regolari ma senza eccedere; buon drenaggio, mai acqua nel sottovaso. Una leggera concimazione per piante verdi aiuta la crescita, ma mai abbondare. Se le condizioni sono ottimali, la pianta non si dovrebbe spogliare alla base; dalle foto sembra che la luce e l’umidità siano un po’ scarse (vedendo anche le altre piante vicine). Per l’umidità, a parte un sottovaso con uno strato di ghiaia umida, se l’aria è secca nebulizzare con acqua distillata o acqua piovana. 

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