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Apr

LA VILLA DEI QUINTILI

Visita con la guida dell’illustre storico dell’arte Prof.ssa Carla Benocci
SABATO 13 APRILE ore 10.00
APPUNTAMENTO: ore 9,45. all’ingresso della Villa, Via Appia Nuova 1092 (poco prima di Capannelle)
Contributo ad Ass-Agir da parte di Soci Ass-Agir e familiari, e soci AER convenzionati: € 5,00. Altri: € 10,00. 
Si consigliano calzature da campagna. 
MASSIMO N° DI PARTECIPANTI: 30
Prenotarsi tramite la mail visite@ass-agir.it entro 12 aprile. 
Info: Luca Olivieri tel. 3473393718

Cenni storici
L’enorme Villa (in una tenuta di 24 ha), di cui restano imponenti ruderi, fu costruita nel 151 d.C.. fra l’Appia antica e l’Appia nuova, dai fratelli Sesto Quintilio Condiano e Sesto Quintilio Valerio Massimo, nobili, colti, consoli entrambi, grandi proprietari fondiari. Tenuti in grande onore da Antonino Pio e Marco Aurelio, la loro ricchezza e fortuna suscitò l’avidità di Commodo, che li accusò di aver congiurato contro di lui e nel 182-183 li fece uccidere, appropriandosi dei loro beni. La grande proprietà divenne così una villa imperiale, fino all’imperatore Tacito, cioè fino a tutto il III secolo. Al periodo alto-medioevale sono attribuibili ulteriori tracce di utilizzo consistenti in ceramiche e sepolture individuate in alcuni ambienti della villa.
Il fundus dei Quintili passò nel X secolo al monastero di Sant’Erasmo al Celio, poi, dal XII, a Santa Maria Nova (oggi Santa Francesca romana). La tenuta, che veniva detta anche Roma Vecchia, passò alla fine del Settecento all’Ospedale del Santissimo Salvatore ad Sancta Sanctorum (oggi Ospedale di San Giovanni in Laterano), e nel 1797 fu venduta dal Monte di Pietà, che gestiva i beni dell’Ospedale, a Giovanni R. Torlonia, 
Lungo le vie consolari i Romani costruivano le loro tombe. La villa dei Quintili sorse all’altezza delle due antiche tombe a tumulo attribuite agli Orazi e ai Curiazi. Moltissimi e di grande pregio sono le statue ed altri oggetti ritrovati durante gli scavi succedutisi, tra cui la cosiddetta Afrodite Braschi, un Apollo citaredo acefalo e un’Artemide, oggi al Museo nazionale romano ecc.
La villa sorge su un promontorio di rocce vulcaniche; è ancora riconoscibile il paesaggio storico della campagna romana, di pianura leggermente ondulata, disboscata da millenni e destinata a latifondo, pascolo e allevamento brado. All’interno della tenuta è collocata una collezione di piante significative in rappresentanza delle varie regioni italiane.

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