01
Apr

Olmo

Domanda: Gentilissimo esperto, mi può aiutare, e dirmi di che pianta di tratta ? Grazie mille !!!! Mirella de Marchi 

Postata da: foto Mirella.jpg
Risposta di: Dott. Ugo laneri

Non c’è dubbio che si tratti di un Olmo (genere Ulmus, specie U. glabra o U. minor). La fioritura degli Olmi è poco appariscente e precoce, prima della fogliazione; rapidamente si formano i frutti caratteristici, visibili nella foto, che sono delle samare (acheni alati), che racchiudono i semi. All’inizio le samare sono verdi, cioè fotosintetizzanti e questo è forse uno dei motivi per cui la maturazione del frutto è rapida, oltre al fatto che il seme è piuttosto piccolo. Le samare verdi possono essere usate per l’alimentazione animale ed anche umana. C’è un breve periodo di fine inverno-inizio primavera, che ora sta terminando, in cui girando per le campagne si notano diversi alberi ricoperti da “manicotti” di color verde chiaro: sono i vari Olmi con le loro samare, non con le foglie. Con la maturazione del frutto la clorofilla si degrada, il colore diventa marrone chiaro, la samara si disidrata ed infine si stacca. Il potere germinativo dura poco, secondo alcuni addirittura solo un giorno o anche meno; quindi la semina va fatta molto rapidamente. Tra le varie Ulmaceae italiane si possono ricordare il Celtis australis (Bagolaro o Spaccasassi), talvolta con esemplari imponenti, che forma piccole drupe rotonde scure, dolci e commestibili; e la Zelkova, di cui qualche specie orientale è usata per l’allevamento bonsai. Celtis e Ulmus presentano specie con foglie più o meno asimmetriche, in particolare alla base. Le specie del genere Ulmus possono rappresentare un rompicapo per l’identificazione, a causa della variabilità dei caratteri all’interno della stessa specie, ma anche all’interno dello stesso individuo. Non è un caso infatti che vi siano diversi sinonimi, come U. minor o U. campestris o U. carpinifolius e che U. procera venga talvolta considerata una varietà di U. minor. Nel nostro caso, esaminando le samare, uno dei caratteri distintivi è (oltre alla lunghezza del peduncolo tipica della specie U. laevis) la posizione del seme nella samara: se esso è centrale, si tratterebbe di Ulmus glabra (sin. U. montana); se esso è invece spostato verso l’apice, si tratterebbe di U. minor. Qui i semi, evidenziati dal colore rosso, appaiono in qualche caso al centro della samara, in altri casi spostati un po’ verso l’apice; la forma un po’ allungata farebbe propendere per U. glabra, ma non si sa se questo carattere è veramente significativo. Un altro carattere potrà essere controllato successivamente: la forma delle foglie, che può essere più arrotondata e con un margine che copre completamente il picciolo, o più allungata; nel primo caso si tratterebbe di U. glabra, nel secondo di U. minor. Altri caratteri: le foglie di U. glabra nella pagina superiore sono decisamente ruvide, mentre quelle di U. minor sono superiormente glabre e lucide. A complicare le cose, esistono esemplari ibridi tra U. glabra e U. minor: U. x hollandica, con caratteri intermedi. Le foglie degli Olmi possono essere usate come foraggio per animali. Ricordiamo infine che diversi anni fa c’è stata un’epidemia in tutta Europa della fitopatia nota come Grafiosi dell’Olmo, che ha fatto strage di Olmi anche secolari (U. minor/U. procera possono vivere fino a 600 anni). L’infezione da parte di Graphium ulmi (noto anche come Ceratocystis ulmi o Ophiostoma ulmi) è stata diffusa da un piccolo Coleottero Scolitide (Scolytus multistriatus), che portava il patogeno fungino da un albero all’altro, scavando gallerie ed inoculando l’Ascomicete, che sviluppandosi poteva nutrirne le larve.

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