01
Apr

Momordica charantia

Domanda: Ciao Ugo, vorrei sapere il nome di questo frutto, le sue proprietà e come si coltiva la pianta che lo produce Grazie Stefania

Postata da: Stefania Gubinelli
Risposta di: Dott. Ugo Laneri

Ciao Stefania. I frutti mostrati assomigliamo molto vagamente a dei cetrioli; in effetti si tratta di quelli di una Cucurbitacea esotica: Momordica charantia, detta in inglese “bitter gourd” (zucca amara) o in altri modi in Oriente (goya, karavella, etc). Le Cucurbitacee costituiscono una media famiglia (c. 100 generi e c. 900 specie) di piante Dicotiledoni solitamente annuali ed erbacee, spesso monoiche (con fiori maschili e femminili sulla stessa pianta), talvolta dioiche; essa è originaria soprattutto delle regioni calde ed infatti le varie specie non sopportano il gelo. I frutti assomigliano a bacche (grandi o enormi), spesso allungate, dette “peponidi”; molti di tali frutti, quando immaturi, sono commestibili e rappresentano una risorsa alimentare che fornisce notevoli quantità di acqua (spesso intorno al 90%), sali minerali, qualche vitamina (ad es. le zucche gialle contengono carotenoidi, precursori della vit. A), pochissimi grassi, poche calorie. Ma esistono anche specie con frutti immangiabili o addirittura velenosi (es. Bryonia dioica; Ecballium elaterium o Cocomero asinino, che proietta i suoi semi a distanza). La famiglia presenta il maggior numero di specie utilizzate a fini alimentari. Una specie, Lagenaria siceraria, nota anche come “Calabash” o “bottle gourd”, di origine africana, è stata diffusa e domesticata circa 10.000 anni fa nelle Americhe ed in Asia. Per caratteristiche genetiche sue proprie e per i diversi ambienti selettivi, essa presenta un’enorme variabilità; data la durezza dell’epicarpo (buccia) molte forme a fiasco sono servite anticamente come contenitore per l’acqua (infatti è detta anche “zucca del pellegrino”); altre forme per farne pipe, tazze, strumenti musicali, ecc. Particolare per il suo uso è la “Spugna vegetale” Luffa cylindrica (sin. Luffa aegyptiaca), originaria dell’Asia, ma diffusa in tutta la fascia tropicale. Tutti conosciamo le zucche e le zucchine, di cui la specie più coltivata nel mondo occidentale è Cucurbita pepo, originaria dell’America centrale, con numerose varietà; di essa esistono anche dei tipi molto ornamentali, di forma e colori fantasiosi. La zucca si presta ad essere cucinata in svariati modi; i suoi semi, spesso tostati e salati, sono ricchi di grasso e vengono venduti col nome di “bruscolini”. Molto coltivati sono i Meloni (Cucumis melo), originari dell’Africa, con diversi tipi (reticolati, cantalupi, d’inverno). Comune e consumata in estate è l’Anguria (Citrullus lanatus), di origine africana. I Cetrioli (Cucumis sativus), di origine asiatica, sono da taluni mal digeriti; esistono però varietà che sono molto più digeribili. In alcuni Paesi essi costituiscono la base di piatti tradizionali (ad es. in Bulgaria un minestrone detto “taratorn”); hanno qualche interesse per la salute (cosmesi, anche casalinga). Tra le zucche non si può trascurare la Cucurbita moschata, talvolta di forma rotonda e liscia, ma più spesso di forma allungata (sono note la “zucca di Napoli” e la “trombetta di Albenga”): dolce, dalla buccia arancione ed interno aranciato vivo, prende parte a ricette speciali. Essa, o altre specie a frutti con forma di grande turbante, viene usata, dopo averla svuotata e forata opportunamente, nella festa di Halloween. Di colori simili, ma sempre di forma rotondeggiante e costoluta è la Zucca gigante, Cucurbita maxima, che supera facilmente il quintale di peso; in varie parti del mondo si tiene annualmente una gara tra chi coltiva la zucca più grande di tale specie, la quale entra nel Guinness dei primati. Ogni anno qualcuno riesce a coltivarne un frutto sempre più gigantesco: nel 2013 il peso ha superato 1 tonnellata ! (viene infatti trasportato con trattori). Si possono ricordare ancora il Chayote (Sechium edule), dalla forma a pera, originario del Centro America e il Kiwano o Melone cornuto (Cucumis metuliferus), originario dell’Africa orientale. Come curiosità, nel cartone animato omonimo, la carrozza di Cenerentola era ispirata a tale frutto. Inoltre esiste anche qualche Cucurbitacea adattata a climi aridi, quindi succulenta (“grassa”): Xerosicyos, ed altre con un “caudice”. La Momordica charantia è originaria dell’India, ma è diffusa in Asia ed Africa. Essa è molto usata in Oriente, dove sembra siano state scoperte le sue proprietà medicinali. Si comporta infatti come un ipoglicemizzante, avendo la caratteristica di far abbassare il glucosio nel sangue in diversi casi di diabete. Quindi per i casi di diabete di tipo II non insulino-dipendente (spesso da eccesso alimentare) si potrebbe usare tale rimedio naturale. Da poco (20-21 marzo 2014) si è svolto a Hyderabad (india) un convegno internazionale nell’ambito di un progetto che mira ad affrontare il problema del diabete di tipo II, in grande aumento in tale paese, mediante ulteriori studi sull’azione ed utilizzo della Momordica charantia. Il suo consumo esige infatti una certa cautela, in quanto non sono stati studiati eventuali effetti collaterali; inoltre non si può mai esagerare neanche con i rimedi officinali naturali, poiché si potrebbe incorrere in sovra-dosaggi. Bisognerebbe quindi assumerne per qualche giorno una piccola porzione dopo averla pesata (in modo da poter ripetere il dosaggio) e controllare poi la glicemia. Nel caso poi si potrebbe aumentare gradualmente la dose; ma sarebbe sempre opportuno consultare qualche medico che conosce bene i rimedi naturali. Coltivare le Cucurbitacee in genere è semplice, dato che hanno un rapido sviluppo nella primavera-estate, senza esigenze complicate; secondo la tradizione si suggerisce la semina con luna crescente. Importante è che l’esposizione sia solatia, che il terreno sia sciolto ma ricco e che non manchi mai, visto che la pianta si sviluppa molto rapidamente ed ha ampie foglie non protette da cere, l’acqua. Gli spazi sono un limite: una zucca (Cucurbita pepo) ha bisogno di qualche metro quadro di terra per crescere bene. Un cetriolo o una Momordica charantia possono essere coltivati anche in grossi vasi, ma abbisognano di supporti (fili, pali, ringhiere…) su cui possano svilupparsi, usando i tendrilli (simili a viticci) per sostenersi ; Momordica e Luffa hanno fusti che raggiungono i 5 metri. A maturità I frutti della Momordica, di grandezza tra i 6 e i 30 cm, diventano di colore giallo-arancio e si aprono come un fiore, esponendo i semi ricoperti da una polpa di colore rosso; essi, liberati dalla polpa, vanno conservati in luogo asciutto, fresco e buio, per la successiva semina. 

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