01
Apr

Phytolacca dioica

Domanda: Carissimo Ugo, vicino la mia abitazione ho notato l’albero allegato di cui vorrei conoscere il nome botanico. Grazie come sempre per la pazienza. Vincenzo

Postata da: Di Renzo Vincenzo
Risposta di: Dott. Ugo Laneri

L’albero è una Phytolacca dioica, della famiglia Phytolaccaceae, originario del Sud America (gli Argentini lo chiamano “Ombù”). Il nome del genere deriva dal greco phyton (= pianta) e dall’arabo “lakk” (=lacca), per l’aspetto dei frutti ed il succo contenuto (nella specie più comune, P. americana); l’attributo specifico “dioica” indica che gli individui sono o maschili (producono solo polline), o femminili (quindi possono produrre frutti). In italiano è detta anche “Cremesina arborea” , per distinguerla dall’altra specie qui naturalizzata, P. americana (sin. P. decandra), detta Cremesina o Uva turca, una specie erbacea che raggiunge i 2 metri ed in autunno mostra racemi di bacche scure e lucenti. P. dioica è una sempreverde che raggiunge i 20 m, ha un’ampia chioma ed è caratterizzata da grosse radici nodose a livello del colletto; le foglie sono ovali-lanceolate, alterne, piuttosto coriacee e con i due lembi spesso leggermente ripiegati verso l’interno. E’ naturalizzata nelle regioni meridionali; fiorisce in primavera-estate, ma i fiori sono biancastri, poco vistosi. Preferisce posizioni solatie e terreni sciolti; una volta ben radicata resiste alla siccità. E’ considerata rustica o semi-rustica, essendo danneggiata dalle forti gelate, ma restando comunque viva. Non viene attaccata da parassiti. APPROFONDIMENTI. La fam. Phytolaccaceae comprende circa un centinaio di specie, ma le recenti indagini di analisi del DNA (condotte da APG, Angiosperm Phylogeny Group) hanno spostato alcuni membri in altre famiglie. Le specie sono distribuite nelle zone calde e temperato-calde di entrambi gli emisferi. Il genere Phytolacca comprende c. 35 specie, che possono essere erbacee, arbustive o arboree, tra America del Sud e Nord, Asia orientale e Nuova Zelanda; solitamente hanno odore poco gradevole per la presenza di sostanze velenose. Una specie è indicata come commestibile, P. esculenta ma, come per P. americana, bisogna raccogliere i germogli e le foglie giovani e bollirli (ma è meglio astenersi). Le radici sono considerate medicinali, ma con grande cautela. Insomma tutta la pianta è più o meno velenosa e questo è il motivo per cui non viene attaccata da parassiti. Un tempo dalle bacche, molto velenose, di P. americana (originaria del Nord America) si ricavava un succo rosso scuro, utilizzato come inchiostro o colorante naturale. P. americana risulta infestante e sembra che al Sud lo possa diventare anche P. dioica (laddove siano presenti esemplari di entrambi i sessi); nel dubbio sarebbe meglio usare individui maschili, ricavati da talea. 

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